federico lanzi's profileFedePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
January 28 Pensieri in chiaro oscuro, narrazione di giornate intenseVivo giornate emotivamente assai dense, una lunga sequela di impegni riempie le mie ore. Ne è appena terminata una prima tranche e, come spesso mi accade, la conclusione è seguita da un calo di tensione che mi porta a pensieri malinconici. Alcuni di questi sono giustificati, altri meno. Non è però l’ordine razionale di priorità che li fa apparire alla mia mente.
In questo momento, sono in pensiero per mia nonna. Ha un male dentro il suo intestino, probabilmente di non secondaria gravità, e domani sarà operata. L’ho sentita al telefono, è incredibile come questa donna non si faccia travolgere dagli eventi. Era relativamente tranquilla, ha scherzato con me con grande autoironia, come nessun altro dei miei parenti riesce a fare. Ho sempre cercato di rispecchiarmi in lei in questo approccio verso le difficoltà, nella sua positività e serena accettazione di ciò che la vita ci offre. Vorrei esserle vicino e guarirla con una tenera carezza.
Penso al mio lavoro, alle difficoltà che incontro in un ambiente nuovo che sento piuttosto alieno dal mio sentire. Soffro la mancanza di solidarietà dei miei colleghi, l’incapacità di vedere oltre o anche solo di mostrare un sorriso. Sembriamo tante corde tese di violino, pronte a spezzarsi da un momento all’altro. Sento la mia incapacità ad empatizzare con alcuni ragazzi a cui non riesco a far capire la necessità di una buona educazione. L’ultimo compito mi ha estremamente deluso: sono persone che cercano solo di fregare il prossimo, senza alcuna dignità o rispetto.
Ripenso al brivido di quel lungo applauso, spontaneo e sentito, verso l’attore che grandi emozioni ci ha saputo dare. Un applauso che un po’ mi appartiene: l’idea, l’organizzazione, la resa operativa di tutto lo spettacolo, mi ha visto protagonista impegnato nel campo. Sono riuscito, seppur indirettamente, a scaturire sensazioni positive; e quei momenti, quel minuto di intensa partecipazione, mi hanno dato una grande gratificazione.
Penso ai rapporti umani coltivati nel recente. Penso a come strano sia non riuscire più a coinvolgersi con amici a cui, per molti anni, ho voluto bene. Non so se è l’abitudine o l’incapacità ad un ascolto reciproco. Forse è perché cambiano esigenze, contesti, modi di sentire. So però che la banalizzazione ha avvolto diverse persone che io ritenevo care. Non ne faccio loro una colpa, probabilmente sono io il principale responsabile. E’ freddo però il mio cuore verso di loro.
Al contempo però, ho incontrato molte nuove stelle. Persone che mi hanno inondato energia, con il loro entusiasmo, la loro passione, la fedeltà ai loro ideali. Mi spiace solo che siano solo in transito nell’orbita della mia vita. Già da domani forse scompariranno, ma difficilmente dimenticherò la loro luce.
Penso ancora allo scenario della montagna sacra, prima alla luce rosea del tramonto e poi rivestito da un candore pallido di astro lunare. Camminare in mezzo alla neve ghiacciata, sentendo solo i rumori dei nostri passi o il vento che ci accompagna e ci entra nella pelle, rigido forse ma leale; scalare la cima della salita e vedersi apparire un presepe in lontananza, in compagnia del tuo solo silenzio. Ti senti mozzare il fiato…
Sento la nostalgia per lei, che vorrei tra le mie braccia, immaginandola nel darmi i più teneri baci. Invece è lontana, forse ignara del mio amore, forse consapevole e volutamente distante. Solo lei avrebbe dato sollievo a miei pensieri chiaro malinconici. Ma lei non c’è; e resto solo, abbracciato a me stesso, a cercare conforto nella mia solitudine.
TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://fedelanzi81.spaces.live.com/blog/cns!BAA38A9AF157A876!568.trak Weblogs that reference this entry
|
|
|